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Itinerari e tracce GPS
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Massa del Turlo Ho incominciato ad apprezzare la Valsesia dal 2003, anno nel quale mi hanno regalato “Il Ravelli”. Così in Valsesia chiamano familiarmente i due volumi, per oltre 600 pagine, pubblicati nel 1924 dal C.A.I. di Varallo e opera di Don Luigi Ravelli, dal titolo “Valsesia e Monte Rosa. Guida alpinistica, artistica, storica” (di cui oggi è disponibile la riproduzione anastatica, pubblicata nel 2003 da Arnaldo Forni Editore, dell’originale custodito nella Biblioteca Civica di Varallo).Grazie al Ravelli ho scoperto che in Valsesia, oltre alle vie alpinistiche sul Monte Rosa, ci sono centinaia di itinerari escursionistici, molti dei quali riservano notevoli e gradevolissime sorprese. Come il panorama incredibile, per una cima ufficialmente, anche se di poco, sotto i 2000 metri, che si ha dalla Massa del Turlo (o Massone, secondo il Ravelli). Ho percorso un itinerario classico (difficoltà E), quello che parte dall’Alpe Piane di Cervarolo (dista più o meno 10 chilometri da Varallo, gli ultimi 3 circa su strada sterrata): nella fotografia si vedono sullo sfondo a sinistra la Cima di Ventolaro (1619 m) e a destra la Massa del Turlo (1959 m), con la dorsale nord-ovest che si percorre quasi integralmente, a parte un breve tratto a mezza-costa prima della Cima di Ventolaro necessario per evitare alcune roccette (ben evidenti anche nella fotografia). Qui vedete il tratto finale del percorso, e il cartello segnaletico alla base della croce di vetta (quella che si intravede sullo sfondo è la Valle Strona). Dalla cima della Massa del Turlo vi potete godere, guardando verso nord-ovest, questo bellissimo panorama del Monte Rosa: da sinistra verso destra vedete sia la parete sud sia la parete est del Rosa, con la corona di otto vette del massiccio che vanno dalla Vincent alla Nordern, quindi i Fillar e la Cima di Jazzi che con la parete est del Rosa dominano Macugnaga, e infine sulla destra lo Strahlhorn (fate click sull’immagine per ingrandirla).
Ma questo è solo l’inizio. Continuando in senso orario, da sinistra verso destra, e da nord verso nord-est, spuntano dopo il Monte Rosa un paio di cime del Mischabel (non visibili nelle mie foto), quindi il Weissmies e il Monte Leone (dopo la sfuriata temporalesca della sera precente, la giornata era bellissima: nelle due precedenti fotografie potete anche vedere alcuni esemplari di rondine montana sfrecciare nel cielo). Ancora, dietro alle montagne della Val Formazza, si vedono spuntare le cime dell’Oberland Bernese dall’Eiger alla Jungfrau, e il Finsteraarhorn, la bellissima piramide appuntita che fa capolino sulla destra. In lontananza, tra nord-est ed est, al di là del lago Maggiore, si vedono le alpi lombarde: al centro della fotografia la massiccia piramide nera è il Monte Legnone, che segna l’inizio della Valtellina, la grande piramide bianca alla sua sinistra è il Disgrazia, visto dal lato del ghiacciaio di Preda Rossa, mentre all’estrema sinistra della fotografia si intravedono le montagne delle Val Masino, con il Pizzo Badile e il Pizzo Cengalo. A destra del Legnone si vede il Pizzo dei Tre Signori, sopra ai Piani di Bobbio, nel lecchese, mentre all’estrema destra della fotografia il catino nevoso che si intravede in lontananza è il massiccio dell’Adamello. Quindi procedendo in direzione che va da est verso sud (e qui dovete credermi sulla parola perché la luce contraria, la distanza e l’umidità dell’aria non mi hanno consentito fotografie presentabili) si vedono le immancabili Grigne e la cresta seghettata del Resegone, poi la pianura lombarda fino a Milano. Continuando in senso orario da sud-ovest a ovest si intravedono all’orizzonte le alpi marittime (sic!) e la sagoma inconfondibile del Monviso, e ancora, ormai di nuovo vicine, le montagne del biellese (Mombarone, Mucrone, Monte Camino, Monte Mars), il Corno Bianco, e finalmente di nuovo il Monte Rosa. Insomma un panorama a 360 gradi di grande soddisfazione.Non so chi possa essere interessato, perché perdersi sulla Massa del Turlo è impossibile: ma dato che mi diverte l’idea allego la traccia GPS della Massa del Turlo in formato GPS eXchange (.gpx), che ho registrato lo stesso giorno in cui ho fatto le fotografie qui pubblicate, il 28 maggio 2011, con il mio Garmin 60CSx. La registrazione è stata fatta sia in salita sia in discesa tra l‘Alpe Piane di Cervarolo proprio accanto alla baita che vedete nella fotografia, e la cima della Massa del Turlo. Le quote in discesa sono quelle più corrette, in quanto all’andata non avevo tarato l’altimetro (dimenticanza classica del dilettante).Infine sul sito dell’Image Science and Analysis Laboratory, NASA, Johnson Space Center, "The Gateway to Astronaut Photography of Earth" ho scovato una splendida fotografia della zona del lago Maggiore e della bassa Valsesia scattata dalla Stazione Spaziale Internazionale (da circa 350 chilometri di altezza), sulla quale ho segnato con una freccia la posizione della Massa del Turlo (fotografia a bassa risoluzione / fotografia ad alta risoluzione). Riferimenti→ Don Luigi Ravelli. “Valsesia e Monte Rosa. Guida alpinistica, artistica, storica”. Arnaldo Forni Editore, 2003. L’itinerario è descritto nel volume 2, a pagina 12.→ Carta escursionistica e scialpinistica Kompass, foglio n. 97 “Omegna - Varallo - Lago d’Orta”, scala 1:50.000. ******************************** |
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Ultimo aggiornamento: 13 maggio 2012
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